Domenica
20/09: come da locandina, alle 15,00 si parte. Basta una
macchina: io come autista, Federica come navigatore e sua figlia Isabella che
sogna gli USA. Alle 17.00 raggiungiamo San Bernolfo e, dopo aver parcheggiato
su uno spiazzo, raggiungiamo
il
Rifugio Dahu de Sabarnui , dove
pernotteremo. Prendiamo posto nella camerata che è tutta per noi. Non vi sono altri
ospiti. Ci mettiamo a nostro agio e, dopo aver parlato con il Gestore, molto
cordiale, presa visione del Rifugio che è piccolo ma carino, usciamo per fare
due passi in attesa della cena; percorriamo il primo tratto di sterrato che faremo
il giorno seguente. Alle 19,00 siamo di ritorno e ci attende un tavolo nella
salle à manger
dove ci vengono
proposte tagliatelle al ragù, spezzatino di maiale, dolce, vino, acqua. Le
tagliatelle sono buone e saporite; lo spezzatino ottimo: io ci son tornato tre
volte....ma non solo io!!!! Scambiamo un po’ di chiacchiere con il Gestore che
diventerà padre tra breve. Lui e la sua famiglia abitano tutto l'anno in rifugio. D'inverno
usano la motoslitta per raggiungere il paese e sono sempre a disposizione di
eventuali escursionisti anche invernali. Verso le 20.30 le ragazze salgono in
camerata.
Dopo un po', gasandomi alla lettura di un articolo sul Gasherbrum II,
un 8000 conquistato in invernale da Simone Moro (di cui ho letto un suo libro
che ho trovato appassionante), salgo in camerata. Stupore: le ragazze sono già
a cuccia; Federica legge sul suo tablet; Isabella legge forse un libro
dell'Università (?).
Al mio invito di uscire per godere della serata, mi fanno
capire che preferiscono di no. Esco da solo. Il buio assoluto che mi circonda,
il silenzio, l'aria sottile ed un cielo stellato, che di più non si può (via lattea
inclusa), mi danno una grande felicità. Rientro. Sono le 21.30. Proviamo a
dormire. Una bella parola! Però un poco ho dormito perché ad un certo punto mi
risveglio bruscamente con il sedere per terra.
Per fortuna la mia cuccetta è la
prima in basso! Guardo l'ora, sono le 2,30. Con qualche mugugno tra me e me,
torno in cuccetta. Le ragazze sembra che non si siano accorte di nulla. Tento
di riprendere sonno con qualche preoccupazione. Il resto della notte passa
senza ulteriori traumi!!! Alle 7,00
suona finalmente la sveglia.
Lunedì 21/09: ci alziamo e, pronti per
la colazione, scendiamo. Subdolamente Isabella allude ad un rumore udito nella
notte; anche Federica l'ha sentito;.....confesso l'accaduto con un mezzo
sorriso. Finita la colazione, ricca ed abbondante, saldiamo il conto. Alle 7,30
con l'auto, raggiungiamo quota 1850 dove parcheggiamo. Qui inizia il percorso
. Non
una nuvola: è una mattinata perfetta! Temperatura fresca e un leggero venticello.
Ci incamminiamo sullo sterrato
che si
trasforma, con costante, leggera salita, in sentiero ora sassoso, ora erboso, ora roccioso. Rischio nuovamente la
vita per la foto di "gruppo"
Alle 9,50 giungiamo ad un cartello che, confermandoci la via, ci dice che per
la Cima Corborant ci vogliono ca.h.2,30.
Continuiamo la nostra salita su per il
vallore passando presso caratteristiche rocce montonate
Alle 10,50 siamo
al Lago Lausfer superiore (mt.2560) e possiamo distintamente ammirare la Cima
del Corborant mt. 3010 e, alla sua destra, il suo Gendarme mt.2933 e, ancora
più a destra, la Pta Gioffredo mt.2960.
Ora la salita diventa più marcata e faticosa sulla pietraia. Superiamo una
balza e seguiamo le tracce (tacche rosse) che si innalzano su per un canale
detritico. Ore 11,20: ecco là al centro, tra il Corborant e il Gendarme, il
passaggio detto "Tana della Marmotta"
che altro non è che il canale di salita chiuso, in alto, da un
enorme masso che gli fa da tetto. Il vederlo è stata una gioia, l'arrivarci....un
po' meno
. Ci immettiamo nella tana. E'
attrezzata con gradini, abbastanza distanziati, e corrimano in ferro che
permettono il superamento del muro. Poi, con una spaccata (occhio ai calzoni),
si supera l'ultimo tratto. Io
, poi Federica e quindi Isabella
. Alle 12,20 siamo fuori dalla tana
lasciandoci alle spalle il vallone con i Laghi Lausfer
Prendiamo fiato. Abbiamo superato la prima difficoltà "interessante".
Siamo ora a ca.2850 mt. e ci attende l'ultima difficoltà e poi ancora un
centinaio di metri per la cima. Via quindi su per placche

attrezzate con catene.
Alla fine delle catene e ad una cinquantina
di metri dalla Cima, Isabella comunica alla Federica che non intende andare oltre.
Irremovibile. Federica da il suo ok. Sono ca.le 12,30. Andiamo in Cima io e
Federica. Isabella attende il nostro ritorno. Riprendiamo il percorso su dura salita e finalmente, alle
13,00, la Cima
. Scatto alcune foto.
Non molto precise, colpa forse della fretta, pensando a Isabella che ci
aspetta. Il panorama è grandioso. Il vallone dell'Ischiator con il Rifugio
Migliorero
. Il lago Rabuons, i laghi Chaffour e Cimon . Vedo il Becco Alto Dell'Ischiator, Punta
Gioffredo, Tenibres, Oronaye, Salza, Mongioia, Monviso e tanti altri. Sono
appagato da tale vista. Con Federica decidiamo di scendere. Sono le 13,15.
Raggiungiamo Isabella dopo una decina di minuti. Tutti e tre ora superiamo con
cautela il tratto con catene
. Ora
siamo fuori dalla Tana e incominciamo a scendere il detritico canalino che ci
porta al sentiero verso i laghi
. Alle
15,00 ci fermiamo per pranzare presso il lago inferiore (foto088). Diamo fondo
alle provviste. Riprendiamo la discesa. Alle 16,40 siamo nel vallone e possiamo
vedere San Bernolfo .
Arriviamo alla
macchina alle 17,15. E' stata una bella sgroppata! Rientriamo in macchina
passando dal Rifugio per informare il gestore che tutto era ok. Un caffè, un
cappuccino e via, alla volta di Savona. Giorgio











