venerdì 29 novembre 2013

COLLE DI MERCANTOUR - CIMA GHILLE' 26 LUGLIO 2009




Colle di Mercantour - Cima Ghilie' 
26 Luglio 2009

Oggi ricorre la festa di S. Anna, e per i posti in auto non ci si scanna... Ma siamo comunque in undici, un discreto gruppetto: due Anne a cui vanno i miei sinceri auguri, una delle quali, pur essendo appena rientrata da un soggiorno sulle Dolomiti, puntualissima viene a raccogliermi sotto casa. Poi si uniscono Federica, Lizia, Annamaria, Maria Rosa, Tiziana, Davide, Giorgio e Massimo.               Partiti "naturalmente" con un po' di ritardo, sostiamo al Bar Sport di Valdieri, in piazza Regina Elena (*), dove finalmente svaniscono i miraggi di alcuni tiratardi che durante il viaggio vedevano sfilare tazzine di caffè anzichè paracarri...  Il sottoscritto, intanto va a guadagnarsi un gradito "Bundì Munsù" dal gentile tabaccaio che lo rifornisce di... ossigeno in pacchetti.   Cielo sereno, niente foschia, aria frizzante come Brachetto (**). Al Pian della Casa (del Re, naturalmente) ci si deve coprire un po'.  Alle 8,30 inizia l'escursione, dopo aver fatto rifornimento d'acqua, col conseguente congelamento delle gengive. Si sale all'ombra dei larici e accompagnati dal discreto rumoreggiare del torrente. Siamo al bivio per il Colle Mercantour alle 9,28 e devo scusarmi con i miei prodi perchè l'avevo previsto per le 9,30...  Ora il sentiero è molto più ripido, e dopo un'ora e mezza di cammino, facciamo volentieri una breve sosta al sole di un pianoro. Mentre ci godiamo una veduta già notevole, a sinistra di un masso alla nostra sinistra, ci colpisce un particolare a sua volta sinistro: la zampa spolpata di un camoscio, forse vittima della slavina, o dei lupi più volte avvistati da queste parti. Un cinico azzarda che siano stati i GEF (Gruppi Escursionisti Famelici)...   Fra scene di giubilo di alcuni entusiasti, attraversiamo un primo nevaio. Ne risaliremo altri tre, alternati a tratti di sentiero incerto, ma rintracciabile dai numerosi "ometti". Ancora un quarto d'ora su pietraia e alle 12,10 siamo al Colle. Che panorama! La Costa Azzurra pare a portata di mano! Numerosi camosci, grazie al cielo ancora tutti con le loro 4 zampe, brucano l'erba nuova fra larghe macchie di neve. Altri, allenano i loro piccoli all'arrampicata, spingendoli a testate nel sedere...     La maggioranza del gruppo accusa la stancheza e si sbraca, accingendosi al pranzo. Anche il sottoscritto si ferma volentieri: la voce dell'intestino protesta per l'ingestione di sola acqua.  Sulla Ghiliè ci va solo Giorgio e la Annamaria si fa la Cima Mercantour... (si, vabbè, ma questi, si sa, sono due alieni). Arriva poi gradita una telefonata da Rinaldo al quale assicuriamo che tutto va bene. Ancor più gradito il toccasana alla Genziana sortita dal mio zaino, che riceve gli elogi per gli effetti taumaturgici gastroenterici e pressori. Tutti diventiamo più buoni e riusciamo a perdonare il Davide che ha dimenticato a casa la grappa. Alle 14 iniziamo lentamente a scendere pattinando sulla neve, per la gioia dei nostri piedi. Ci raggiunge Giorgio, molto goduto  per aver conquistato la cima, ma affamato. Noi solidali ci fermiamo con lui. Un tizio che scende con gli sci, ci saluta e prosegue veloce. Ho occasione di notare lo spessore del manto nevoso nel distacco dalle rocce: quasi due metri! Dal Vallone di Assedras, il Monte Matto ci appare splendido, immenso  e maculato dalle ombre del sole di traverso. Arriviammo molto soddisfatti al Pian della Casa per le 17,10 dove facciamo tonificanti pediluvi: la trote si tengono a debita distanza... Alle 17,40 salutati da festosi muggiti e campanacci, ce ne ritorniamo al Bar in piazza Regina Elena da Montenegro(*). Se lei al  famoso Amaro preferiva la Slivovitz, noi optiamo per un buon gelato, ma anche per gli stuzzichini annaffiati col Pinot, buono per salutare una bella gita.  Complimenti a tutti, specie alle nostre ragazze. Ahimè, non sarò al Morelli tra una settimana. Rimedierò forse con la "Testa Badan", ma mi dicono che sia ... dura!
Ciao da Francesco.
Note:   (*) Che con Vitt. Emanuele faceva l'articolo "il".  (**) Vino piemontese da dessert, che il bracchetto, cucciolo di cane da caccia, non deve conoscere fino allo svezzamento.                                                                  

AI LAGHI DI LASUSFER DA S.BERNOLFO - BAGNI DI VINADIO 9 AGOSTO 2009



ai Laghi di Lausfer da S. Berrnolfo - Bagni di Vinadio
9 Agosto 2009

Ore 5,30.Siamo in dieci (Tiziana ci attende a San Bernolfo): Annamaria, Flora, Lizia, Lucia, Patrizia, Davide, Enzo, Marco, Rinaldo e, naturalmente, chi scrive.Previsioni non buone per il pomeriggio, ma siamo ottimisti; alle 5,40 ci muoviamo per la consueta via, con sosta per colazione a Demonte, Alle otto precise, come previsto da Rinaldo, siamo a San Bernolfo. Alle 8,25 ci muoviamo, lungo una comoda sterrata, che sale dolcemente tra i pascoli e le impetuose acque del Rio Corborant, Il sentiero sale poi con larghi tornanti, anche chi si dichiara poco allenato, va su senza fatica. Con una bella cascata a sinistra, sotto la Rocca di San Bernolfo, compaiono la cima di Collalunga e l’ Autaret; davanti a noi Corborant, cima Gioffredo, Laroussa. Fioritura di macchie rosse di garofani, che contrastano con le bianchissime di Achillea moscata sulla pendice del Beccas di Corborant, bivio segnalato un po’ alla carlona, sosta gradita . Due guadi, tratto un po’ ripido, arrivo al primo lago, il più esteso alle 11,55, alle 12,10 siamo a quello superiore ( m. 2.560 ); un po’ di nebbie perfide, nascondono a tratti il Corborant e le creste, ci copriamo per il pranzo.. Per fortuna vediamo ancora la traccia del sentiero, si scende, qualche goccia grossa .Qualche tuono in lontananza, mantelline che vanno e vengono, ma il temporale, con grande gioia di tutti, ci risparmia. Alle 16,10 siamo alle auto, mentre a San Bernolfo si svolge la “ Festa del pane “,ci avviamo subito verso le macchine perchè la pioggia sembra aumentare. Un saluto ai simpatici genitori di Tiziana, poi si va a Boves, per caffè e gelati. Senza intoppi arriviamo a casa intorno alle venti, il mio “ bravo “, a tutti, i miei complimenti .
Controllo le ossa, per ora son sano, un arrivederci dal vostro Badano


ARGENTERA NORD 1 - 2 AGOSTO 2009




ARGENTERA NORD   1-2 AGOSTO 2009


PARTENZA, COME PREVISTO, PUNTUALI,ALLE ORE 07.00.SIAMO IN DIECI, CON DUE AUTO IN DIREZIONE VALDIERI, E, COME PREVISTO, FACCIAMO UNA BREVE PAUSA PER LA COLAZIONE.
POCO DOPO, ALLE ORE 09.00, INIZIA IL PERCORSO A PIEDI: SI SALE LUNGO LA MULATTIERA CHECON UNA BELLA SERIE DI TORNANTI ATTRAVERSO UN BEL BOSCO DI GROSSI ABETI E LARICI, CONDUCE AL LAGAROT DI LOUROUSA (BELLISSIMO E PICCOLO ALTIPIANO ALLA BASE DEI FAMOSISSIMI CANALINO LOUROUSA E CORNO STELLA,META DI FORTI ALPINISTI E ARRAMPICATORI ) .
QUI’ CI FERMIAMO UN’ORA PER LA SOSTA DEL PRANZO AL SACCO ANCHESE SONO SOLTANTO LE ORE 11.30. QUALCUNO METTE BREVEMENTE I PIEDI NELLA LIMPIDISSIMA E FREDDA ACQUA DEL LAGHETTO.POCO DOPO RIPARTIAMO PER RAGGIUNGERE IL RIFUGIO MORELLI, DOVE CI SISTEMIAMO TUTTI ASSIEME IN UNA CAMERATA DEL SOTTOTETTO.
SONO CIRCA LE ORE 15.00 E VISTO CHE IL POMERIGGIO E’ ANCORA AGLI INIZI, ALCUNI DI NOI DECIDONO DI PROSEGUIRE LA PASSEGGIATA ANDANDO VERSO IL COLLE DI LOUROUSA, PREVISTO COME FACOLTATIVO DAL PROGRAMMA DELLA GITA, DAL QUALE SI VEDE PARTE DELLA VALLE DEL LAGO DELLA ROVINA (SOTTO LA DIGA DEL CHIOTAS) E AD EST, L’IMPONENTE MONTE ORIOL.
RIENTRO IN RIFUGIO IN TEMPO PER LA CENA, DOVE CI VIENE SERVITO UN OTTIMO MINESTRONE CALDO.DOPO CENA IL SOLITO RIDERE E SCHERZARE FA VENIRE PRESTO L’ORA DELLA NANNA.DURANTE LA NOTTE IL SOTTOSCRITTO E’ USCITO DAL RIFUGIO ESI E’ GUSTATO UN PO’ IL FRESCO NOTTURNO SOTTO UN MAGNIFICO CIELO STELLATO SOLCATO DA QUALCHE“STELLA CADENTE”
DOMENICA, ORE 05.30,SVEGLIA SENZA NESSUNA LAMENTELA,ED ALLE ORE 6.00 TUTTI PRONTI PER LA COLAZIONE A BASE DI CAFFE' THE’, LATTE, MARMELLATE E BURRO, QUINDI ALLE 07.00 PARTIAMO TUTTI PER IL COLLE DEL CHIAPOUS, PASSAGGIO DEL PORCO E POCO DOPO, DAVANTI A NOI,L’ALTIPIANO DEL BAUSCON AL CENTRO IL PICCOLO PUNTINO ROSSO DEL BIVACCO BAUS, BEN VISIBILE SOTTO LE IMPONENTI CIME NORD E SUD DELL’ARGENTERA.SONO LE ORE 10.00 CIRCA E IL TEMPO E’ ABBASTANZA BUONO. PROSEGUIAMO IN DIREZIONE SUD-OVEST E MALAUGURATAMENTE CI SFUGGE IL POCO EVIDENTE “BIVIO” CHE SALE ALLA CIMA NORD.
L’ERRORE CI HA PORTATI A INCONTRARE POI IL PERCORSO DI SALITA ALLA NORD DAL BIVACCO DEL BAUS, PROPRIO AL DI SOTTO DI UN GROSSO NEVAIO CHE CI HA FATTO RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA.LA DECISIONE PRESA CI HA CONSIGLIATO DI CAMBIARE META. SOLTANTO TRE DI NOI HANNO CONTINUATO VERSO LA VETTA, CHE HANNO RAGGIUNTO NEL PRIMO POMERIGGIO TRAVERSANDO IL NEVAIO ALLA BASE .
IL ROSSO BIVACCO E’ QUINDI DIVENTATO LA NUOVA META DEL GRUPPO DI SETTE PERSONE ED E’ STATO RAGGIUNTO DOPO CIRCA MEZZ’ORA DI TRAVERSATA SU PIETRAIA SEGUENDO I RARI MA BEN VISIBILI OMETTI SEGNAVIA.IL TEMPO SI VOLGE BEN PRESTO VERSO IL BRUTTO, TANTO CHE NON C’E’ NEPPURE IL TEMPO DI MANGIARE UN PANINO CHE CADONO LE PRIME GOCCE DI PIOGGIA ACCOMPAGNATE DA TUONI, PER FORTUNA NON VICINI. SIAMO PERCIO’ COSTRETTI AD UN PRUDENTE E CELERE RITORNO AL RIFUGIO.UN’ORA DOPO RIENTRA ANCHE IL GRUPPO DELLA VETTA. DOPO UN PO’ DI RIPOSO AL RIFUGIO, ECCO CHE RIPARTIAMO, RIPERCORRENDO IN DISCESA IL LUNGO SENTIERO CHE IN CIRCA DUE ORE CI PORTA ALLA BASE DI PARTENZA. TUTTI SODDISFATTI E CONTENTI, ANCHE PER AVERE SCHIVATO LA PIOGGIA, SOTTO UN CIELO MINACCIOSO E CON FORTE VENTO.
HANNO PARTECIPATO ALLA GITA :
ANNAMARIA, FEDERICA, ISABELLA, ORNELLA , PIERA, TIZIANA, DAVIDE, ENZO, GERARDO, ED IL SOTTOSCRITTO RINO
    

MONTE CHERSOGNO - VALLE MAIRA 12 LUGLIO 2008




MONTE CHERSOGNO (M. 3026) VALLE MAIRA            12 LUGLIO 2008

ORE 4,30: CHI SCRIVE, E’ SVEGLIATO DA STRANI SPIFFERI D’ARIA FREDDA. PENSA: SARA’ LA TRAMONTANA. INVECE E’ LO SPORTELLO DEL FREEZER RIMASTO APERTO… FUORI PERO’ IL CIELO E’ GRIGIO DI SCIROCCO PESANTE E UMIDO, CHE FA ULULARE I GABBIANI ANCORA PIU’ INCAVOLATI DEL SOLITO.
ALL’APPUNTAMENTO DELLE 5,30 COL SOTTOSCRITTO CI SONO: RINO MARIA ROSA E LA MAURA, PIENA DI SONNO PERCHE’ IL SUO GATTO CHE NON AVEVA DIGERITO, NON NE VOLEVA SAPERE DI PRENDERE IL BICARBONATO. POI ECCO MASSIMO, ANNA, DAVIDE E BERNARDO,UN NUOVO ACQUISTO, FACILE A PERDERSI, PERCHE’ LUNGO COM’E’, SI RITROVA SPESSO CON LA TESTA IN UN BANCO DI NEBBIA.
OTTO PERSONE PER DUE MACCHINE, ALLA VOLTA DI DRONERO, PORTICO DI SINISTRA, CAFFE’ “TEATRO”: OTTIMO IL CAFFE’ ED I CROISSANTS. BARISTI GENTILI E LESTI, CON SORRISI A 64 DENTI (DUE BARISTI).
ANNA E MASSIMO, CHE ANCORA NON HANNO SMALTITO LA LEGGERA FRITTURA DI TOTANI DELLA SERA, CURVA DOPO CURVA COMINCIANO A REALIZZARE DI ESSERE ORMAI IN VAL MAIRA. I BEI PAESINI CHE SI SUSSEGUONO, CI ALLETTANO CON CARTELLONI  PUBBLICITARI CHE RECITANO: “CHI NON VA A PRAZZO DEV’ESSER PAZZO”,“CHI SALTA SARETTO E’ PROPRIO UN INETTO”, “CHI EVITA ACCEGLIO NON E’ MOLTO SVEGLIO”. MA NOI SI TIRA DRITTO PER LE GRANGE CHIOTTI, TRA GLI SMOCCOLAMENTI DI QUALCUNO CHE NON GRADISCE L’ULTIMO KM DI STERRATO. LE BAITE DELLA GRANGIA, SONO UN PRESEPIO, IN UN MARE DI FIORI E DI SPINACI. L’IDEA DI UN BEL RISOTTO RIPRENDE POSSESSO DEL SENNO DEGLI SMOCCOLATORI E, LASCIATE FINALMENTE LE AUTO, CI APPRESTIAMO A CAMMINARE.
SONO LE 9,00. L’ARIA E’ FRESCA, MA IL SOLE GIA’ CALDO INIZIA A RICHIAMARE IN ALTO LE NEBBIE MATTUTINE. PER UN’ORA SI RISALE UN VERSANTE VERDE INTENSO, TEMPESTATO DI OGNI SORTA DI PICCOLI FIORI ALPINI E DI RODODENDRI. AL VALICO DA CUI PARTE IL SENTIERO PER IL BIVACCO BONFANTE, IL BRIC CAMOSCERA, IL PELVO D’ELVA ECC., CI FERMIAMO UN ATTIMO. CON LA SCUSA DI CONTEMPLARE LA MEJA, L’ARGENTERA, IL MATTO E ALTRO, IL CAPOGITA RIORDINA LE GIUNTURE, OGGI PIUTTOSTO… CIGOLANTI. SI SALE ANCORA UNPO’, SU
AMPI TORNANTI, FINO ALL’AMPIA CONCA DIETRO IL VERSANTE N.E. DEL CHERSOGNO. ALTRA SOSTA. UN IMPRUDENTE CAMOSCIO FINISCE NEL MIRINO DELLA FOTOCAMERA DI BERNARDO, CHE SPARA FOTO A RAFFICA, SENZA MAI RICARICARE, COME LE COLT NEL FAR WEST.
IL CAMOSCIO, LEGGENDO IL PENSIERO DI CERTI NOSTRI CRAPULONI CHE GIA’ LO VEDEVANO IN FUSIONE CON VINO E AROMI, SE LA FILA LESTO A DISTANZA DI SICUREZZA, CON I COMPAGNI IN ATTESA PIU’ IN LA’ (A SINISTRA, ALTRIMENTI CHE COMPAGNI SAREBBERO…).
IL SOTTOSCRITTO ACCUSA UN CAPOGIRO. QUEI DUE CHE ACCUSANO POSTUMI DA TOTANI, MI CONVINCONO A FERMARMI LI’ ASSIEME A LORO. GLI ALTRI CINQUE PROSEGUONO AFFRONTANDO SENZA TROPPE DIFFICOLTA’ ……

giovedì 14 novembre 2013

MONTE SPINARDA 03 NOVEMBRE 2013


                                            MONTE  SPINARDA   03.11.2013
 

Le previsioni del tempo della settimana precedente la gita, hanno spaventato un pochino alcuni possibili partecipanti. In 12 ci siamo  ritrovati al punto prestabilito per la partenza.
Partiamo con tre auto, in perfetto orario alla volta di Murialdo, dove ci aspetta l’ irrinunciabile caffè. Ben presto siamo al Colle del Quazzo. Il tempo è stupendamente sereno, e quindi, rinnovati nello spirito, iniziamo il percorso a piedi attraversando bei boschi di castagno e faggio, vestiti di colori autunnali. Tutto il sentiero è un tappeto di foglie marrone che non riesce a nascondere agli occhi di Beppe, un piccolo e sodo  fungo porcino. Da quel momento, 24 occhi, erano rivolti dal sentiero al sottobosco. Risultato: l’osservazione di numerose……… “ amanite rosse puntate di bianco “, che spiccavano nell’ ombra delle piante.
Ben presto giungiamo  nei prati antistanti alla meta, e si presenta ai nostri occhi  il magnifico panorama a 360° : Valle  Tanaro all’ altezza di Garessio,  i Monti :  Carmo. Galero, Armetta, Saccarello, Antoroto, il Mindino, ………….. e lontano, ma ben visibile il Re di Pietra: Sua Maestà il Monviso, che si presenta imbiancato.
Dopo numerose soste  “ di osservazioni micologiche “ e scatti fotografici in 2 ore  raggiungiamo  la  vetta.
Decidiamo poco dopo di  ritornare   sugli ampi  prati  panoramici per  pranzare  .  Il sole  ci  scalda  mentre l’ Antoroto, con un pennacchio di nuvole, tenta di simulare il vulcano Etna.
Numerose sono le fotografie scattate anche al gruppo pigramente sparpagliato sul prato.
E’ l’ ora del ritorno e quindi con malavoglia, ci allontaniamo da quel piccolo paradiso, ripercorriamo lo stesso tragitto del mattino, mentre il sole filtrando attraverso i rami, crea una suggestiva atmosfera autunnale caldamente colorata.
Il  percorso presenta  ampi sentieri facili, gradevoli, e con segnaletica sufficiente. Solamente all’ inizio dello stesso, nei pressi di un bivio con una sbarra, i segnali sono stati “ volutamente “cancellati………perché ????????
Ringraziamo  i 10 fiduciosi ed ottimisti temerari : Germana, Rosanna,  Tiziana, Mariuccia, Franca, Marina, Beppe, Domenico, Giorgio e  Mario
Ancora un grazie a tutti    Rinaldo e Annamaria